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Report: CreAction terza tappa / Tufello / 10 aprile 2017

Pubblichiamo il report della terza tappa di CreAction, tenutasi al Tufello il 10 aprile 2017.

Il report è scaricabile anche a questo link.

TERZO INCONTRO: IL TUFELLO
REPORT TAVOLO “AGENDA PER IL QUARTIERE”

BIBLIOTECA ENNIO FLAIANO
ROMA, 10 APRILE 2017

Il lavoro svolto il giorno 10 Aprile al tavolo “Agenda per il quartiere” ha messo in luce alcuni aspetti strettamente legati ai 10 punti emersi come prodotto finale del lavoro collettivo svoltosi al MACRO il 28 Aprile scorso.

PREMESSA

Prima di entrare nel dettaglio, è importante sottolineare alcuni punti preliminari che servono ad inquadrare e meglio comprendere la situazione del quartiere:

  • Il Tufello è un quartiere in cui ci sono poche strutture culturali: la Biblioteca Ennio Flaiano e alcune associazioni storiche rappresentano i presidi culturali del quartiere. Strutture quali il cinema e il teatro sono presenti soprattutto nella zona del centro commerciale Porta di Roma, anche se vi sono altri luoghi come il cinema Antares e il piccolo teatro “La Casetta”, sotto sfratto per la Delibera 140.
  • È d’altro canto un quartiere in cui l’associazionismo culturale, sportivo e politico è molto vivo (addirittura si è detto che mancano gli individui singoli con cui interagire) ed è il portato di un forte attivismo politico nato negli anni Settanta e a sua volta frutto delle vicende storiche del Tufello (nel quale fenomeni di aggregazione sociale sono esistiti sin dagli anni ’50). Un esempio su tutti, è quello della Palestra Valerio Verbano.
  • Il Tufello ha una sua identità che è riconoscibile in tutto il territorio del Municipio: ha un profilo culturale riconoscibile ma questa riconoscibilità emerge solo se messo a confronto con gli altri Municipi. I diversi quartieri che lo compongono sono sì eterogenei ma hanno anche elementi forti di identità condivisa e di appartenenza.
  • La presenza di Porta di Roma, che è divenuto il luogo di aggregazione giovanile e sociale in senso più ampio del Municipio, e l’attività edilizia crescente e costante in quella zona, ha spostato il baricentro dai quartieri storici, come appunto il Tufello, verso aree più esterne, a ridosso del GRA. La Biblioteca stessa si è fatta promotrice di un progetto per analizzare l’impatto del centro commerciale, così come della nuova fermata della metropolitana “Ionio”, sul Municipio;
  • Nel Municipio c’è in generale il problema di una scarsa valorizzazione del patrimonio culturale (aree archeologiche, cammino di Francesco) e naturalistiche (Parco della Marcigliana) che sono in realtà poco conosciute e vissute dagli abitanti;
  • Se da una parte sembra esserci quindi la presenza di forti elementi identitari che contribuiscono al “racconto” del quartiere e possono essere elementi favorevoli su cui lavorare, dall’altra c’è una grande carenza a livello di organizzazione delle varie componenti socio-culturali che operano sul territorio (frammentarietà, mancanza di coordinamento, settorialità).

 

AGENDA DEL QUARTIERE

Come si è accennato, l’agenda del quartiere presenta numerosi punti di contatto con il decalogo elaborato dal gruppo di lavoro di Culture Action Europe insieme agli operatori culturali romani in seguito all’incontro del 28 Aprile scorso al MACRO.

Di seguito sono stati messi in relazione i punti del decalogo con le istanze emerse dall’agenda del quartiere (segnalate in corsivo):

Rinnovare la visione delle politiche pubbliche in ambito culturale (principi di base). In particolare:

  • Tenere connessi 4 temi chiave per il benessere e la qualità della vita delle città: l’ambiente, la mobilità pubblica, la trasparenza e la legalità. La cultura e i suoi processi possono essere facilitatori di una nuova concezione di città e della sua vivibilità, senza dimenticare la dimensione che riguarda inclusione e coesione sociale: mancano luoghi di aggregazione e di informazione (anche qui come nel caso del Quarticciolo, l’InformaGiovani in Biblioteca non c’è più).
  • Rafforzare e dare potere agli agenti territoriali come le scuole, le biblioteche, le organizzazioni sociali e le comunità attive che possono diventare attori di disseminazione di conoscenza e competenze (es. biblioteche di condominio), promuovere progetti di cura del bene comune e cambiamento nei territori attraverso una co-progettazione virtuosa. Ad esempio, le scuole sono in contatto con le organizzazioni culturali presenti su territorio (in particolare con la Biblioteca), ma queste attività potrebbero essere potenziate e realizzate in sinergia anche con il Municipio. Uno dei problemi principali emersi è la mancanza di coordinamento tra i diversi attori del territorio e l’incapacità di progettare/lavorare in sinergia tra settori diversi (il mondo del sociale non dialoga con quello della cultura). Si propone di lavorare su processi di “integrazione territoriale” per superare la settorialità di molti progetti e la loro conseguente debolezza e orizzonte di breve periodo.
  • Garantire infrastrutture e servizi comuni che possano creare un contesto favorevole alla nascita di iniziative di collaborazione con l’industria culturale e creativa, sostenerne lo sviluppo e facilitare l’intervento dei privati nella cura e promozione del bene comune. Per il quartiere è stata segnalata la mancanza di un luogo dove comunicare tutte le iniziative del quartiere, fornire contatti, segnalare opportunità, promuovere reti e partnership, fornire servizi (un tema che è emerso è il difficile processo di alfabetizzazione informatica della popolazione).Questo luogo nella percezione dei cittadini dovrebbe essere gestito dal Municipio. Si sente anche l’esigenza di promuovere collaborazione e co-progettazione tra i diversi soggetti del territorio. Anche in questo Municipio non esiste un albo delle associazioni.

Rafforzare l’unitarietà di visione e di metodo relativamente alla gestione del patrimonio materiale e immateriale della città attraverso…

  • Rafforzamento delle linee guida, della visione culturale e delle strategie, che l’amministrazione deve annunciare e rendere trasparente
  • Rafforzamento e chiarezza sul metodo
  • Semplificazione delle procedure
  • Coinvolgimento delle strutture amministrative per condividere il cambiamento

… ma, al contempo, affidare ad intermediari di qualità il dialogo diretto con il territorio, la rilevazione e l’interpretazione dei bisogni per:

  • Rilanciare la centralità dei Municipi con innovativi strumenti che rafforzano il loro ruolo di agente territoriale intermedio; adibire alcuni spazi nel Municipio per l’incontro di cittadini e organizzazioni, fiere delle “buone pratiche” culturali, scambio di esperienze. I Municipi potrebbero anche dare rilevanza mediatica (attraverso i social network, le televisioni e radio locali, ecc.) alle buone pratiche dei territori. Il quartiere lamenta una debolezza cronica dell’istituzione “municipio” e, forse, anche una certa diffidenza delle forme di partecipazione “organizzata” dei cittadini. 

Far diventare le scuole luoghi di costruzione di consapevolezza e produzione: sono al centro dei Municipi e luogo di formazione delle comunità. È necessario definire con esse pratiche che le rendano al servizio della comunità e delle espressioni più interessanti dell’auto-organizzazione dei giovani cittadini. Per esempio, si potrebbe puntare sull’alternanza scuola-lavoro per attività con le scuole; sull’attivazione di progetti che costruiscano alleanze tra ambito sportivo e ambito culturale.

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