CAE 15 maggio

Report: CreAction quarta tappa | Primavalle | 15 maggio 2017

Pubblichiamo il report della quarta tappa di CreAction2 tenutasi a Primavalle il 15 maggio 2017.

Il report è scaricabile anche a questo link.

QUARTO INCONTRO: PRIMAVALLE
REPORT TAVOLO “AGENDA PER IL QUARTIERE”

BIBLIOTECA FRANCO BASAGLIA – ROMA, 15 MAGGIO 2017

Il lavoro svolto il giorno 15 Maggio al tavolo “Agenda per il quartiere” ha messo in luce alcuni aspetti strettamente legati ai 10 punti emersi come prodotto finale del lavoro collettivo svoltosi al MACRO il 28 Aprile 2016.

PREMESSA

Prima di entrare nel dettaglio, è importante sottolineare alcuni punti preliminari che servono ad inquadrare e meglio comprendere la situazione del quartiere:

  • Primavalle è un quartiere in cui ci sono poche strutture culturali: la Biblioteca Franco Basaglia, il Museo della Mente nel complesso del Santa Maria della Pietà e alcune associazioni storiche rappresentano i presidi culturali del quartiere (tipo Ex-Lavanderie) e i luoghi in cui sono stati realizzati processi partecipativi a partire dal basso (Forte Trionfale). Altre strutture più recenti stanno lavorando alla conservazione e diffusione della memoria storica del quartiere (“Primavalle in rete”). È molto forte la presenza delle istituzioni religiose;
  • È d’altro canto un quartiere in cui l’associazionismo culturale, ambientale e politico è molto vivo ed è il portato di un forte attivismo politico nato negli anni Settanta e a sua volta frutto delle vicende storiche di Primavalle, in particolare la lotta per la casa. Sempre a Primavalle, negli anni ’50 è stato inventato il fenomeno dello “sciopero a rovescio”: i disoccupati si univano e svolgevano azioni di pubblica utilità (pulizia dei luoghi pubblici, ad esempio) e chiedevano alla pubblica amministrazione un compenso per il lavoro svolto;
  • Primavalle è una periferia storica ma è anche una ex-borgata, un luogo in cui è difficile creare identità e svolgere attività culturali, nonostante sia comunque un quartiere fortemente connotato rispetto alle altre aree del Municipio. All’interno del quartiere c’è la volontà di creare una comunità che possa fare pressione sulle istituzioni, sia pubbliche sia religiose, con le quali il dialogo è piuttosto scarso, e anche sui privati: emblematiche a riguardo le lotte per la salvaguardia dei parchi (nel Municipio ce ne sono 3, tutti afferenti a Roma Natura). I parchi rappresentano in questo Municipio un elemento importante per le risposte ai bisogni della popolazione, in un’ottica di sostenibilità sociale;
  • Se da una parte sembra esserci la presenza di forti elementi identitari che contribuiscono al “racconto” del quartiere e possono essere elementi favorevoli su cui lavorare, dall’altra c’è una grande carenza a livello di organizzazione delle varie componenti socio-culturali che operano sul territorio (frammentarietà, mancanza di coordinamento, mancanza di spazi, carenza di rapporto con la pubblica amministrazione, eccessivo “provincialismo”), sia pure in un panorama di evidente protagonismo della rete associativa.

 

AGENDA DEL QUARTIERE

Come si è accennato, l’agenda del quartiere presenta numerosi punti di contatto con il decalogo elaborato dal gruppo di lavoro di Culture Action Europe insieme agli operatori culturali romani in seguito all’incontro del 28 Aprile 2016 al MACRO.

Di seguito sono stati messi in relazione i punti del decalogo con le istanze emerse dall’agenda del quartiere (segnalate in corsivo):

Rinnovare la visione delle politiche pubbliche in ambito culturale (principi di base). In particolare:

  • Tenere connessi 4 temi chiave per il benessere e la qualità della vita delle città: l’ambiente, la mobilità pubblica, la trasparenza e la legalità. La cultura e i suoi processi possono essere facilitatori di una nuova concezione di città e della sua vivibilità, senza dimenticare la dimensione che riguarda inclusione e coesione sociale: mancano luoghi di aggregazione e di informazione;
  • Rafforzare e dare potere agli agenti territoriali come le scuole, le biblioteche, le organizzazioni sociali e le comunità attive che possono diventare attori di disseminazione di conoscenza e competenze (es. biblioteche di condominio), promuovere progetti di cura del bene comune e cambiamento nei territori attraverso una co-progettazione virtuosa. Uno dei problemi principali emersi è la mancanza di coordinamento tra i diversi attori del territorio e l’incapacità di progettare/lavorare in sinergia tra settori diversi (il mondo del sociale non dialoga con quello della cultura e dell’ambiente). Si propone di lavorare su processi di “integrazione territoriale” per superare la settorialità di molti progetti e la loro conseguente debolezza e orizzonte di breve periodo. L’importanza di promuovere progetti sulla memoria della storia del quartiere è molto sentita. Queste attività possono migliorare il senso di appartenenza e, quindi, la possibilità di “prendersi cura” del quartiere stesso;
  • Garantire infrastrutture e servizi comuni che possano creare un contesto favorevole alla nascita di iniziative di collaborazione con l’industria culturale e creativa, sostenerne lo sviluppo e facilitare l’intervento dei privati nella cura e promozione del bene comune. L’iniziativa “Primavalle in rete” è nata anche con lo scopo – oltre a quello di conservare la memoria storica del quartiere – di promuovere sinergie tra i vari soggetti che operano sul territorio. Anche in questo Municipio non esiste un albo delle associazioni.

Rafforzare l’unitarietà di visione e di metodo relativamente alla gestione del patrimonio materiale e immateriale della città attraverso…

  • Rafforzamento delle linee guida, della visione culturale e delle strategie, che l’amministrazione deve annunciare e rendere trasparente
  • Rafforzamento e chiarezza sul metodo
  • Semplificazione delle procedure
  • Coinvolgimento delle strutture amministrative per condividere il cambiamento

… ma, al contempo, affidare ad intermediari di qualità il dialogo diretto con il territorio, la rilevazione e l’interpretazione dei bisogni per:

  • Rilanciare la centralità dei Municipi con innovativi strumenti che rafforzano il loro ruolo di agente territoriale intermedio; adibire alcuni spazi nel Municipio per l’incontro di cittadini e organizzazioni, fiere delle “buone pratiche” culturali, scambio di esperienze. I Municipi potrebbero anche dare rilevanza mediatica (attraverso i social network, le televisioni e radio locali, ecc.) alle buone pratiche dei territori. Il quartiere lamenta una debolezza cronica dell’istituzione “municipio” e, forse, anche una certa diffidenza delle forme di partecipazione “organizzata” dei cittadini;
  • Far diventare le scuole luoghi di costruzione di consapevolezza e produzione: sono al centro dei Municipi e luogo di formazione delle comunità. È necessario definire con esse pratiche che le rendano al servizio della comunità e delle espressioni più interessanti dell’auto-organizzazione dei giovani cittadini. Per esempio, si potrebbe puntare sull’alternanza scuola-lavoro per attività con le scuole; sull’attivazione di progetti che costruiscano alleanze tra ambito sportivo e ambito culturale.
    Valorizzare spazi e luoghi della città in degrado o non utilizzati affidandoli, sulla base di un chiaro progetto pubblico, ad organizzazioni del terzo settore e a gruppi di cittadinanza attiva. Sono all’ordine del giorno i problemi legati alla delibera 140 e alla gestione del rapporto con gli spazi occupati. Si sottolinea anche la poca cultura di “gestione dei beni comuni” (non solo culturali ma anche ambientali) da parte dell’amministrazione e di alcune forze politiche del municipio. Da sottolineare che si assiste ad un rinnovato protagonismo dei cittadini con attività e micro-progettualità legate ai parchi che stanno diventando anche strumento per attivismo culturale sul territorio. Questo evidenzia anche un altro aspetto: non basta più la sola tutela di questi polmoni verdi ma è necessario attivare forme di “valorizzazione sociale” e rendere i parchi una vera e propria risorsa “culturale”. Questo lo si fa, sia coinvolgendo l’associazionismo locale, sia il mondo delle imprese, in questo caso, quelle agricole presenti nei parchi.
    La vicenda dell’Auditorium di via Albergotti a Pineta Sacchetti è abbastanza indicativa del come non si dovrebbe attivare un progetto di riqualificazione urbana. Non solo si sono trovati a fatica i fondi per realizzarlo (13 anni di lavori), ma non è mai esistito un progetto di sostenibilità economica e progettuale. Il rischio è che, anche quando sarà ristrutturato a seguito del recente incendio (2016), non si troverà una modalità di gestione sostenibile.

Attuare un programma di interventi a sostegno della crescita dell’impresa culturale e creativa e alla formazione di reti collaborative tra imprese per:

  • Sostenere i progetti di riqualificazione degli spazi, non solo in fase di avvio attraverso nuovi strumenti amministrativi, ma anche nella fase a regime attraverso una rete di sostegno (e monitoraggio dei risultati) che veda impegnati tutti gli attori del territorio. Si è messo l’accento sulla cronica mancanza di fondi e di progettazione condivisa per la manutenzione degli spazi verdi che, anche quando rimessi in sesto, tornano via via in una situazione di degrado proprio per mancanza di manutenzione del verde e di visione progettuale di lungo periodo. Durante l’incontro è emerso chiaramente l’intreccio, potenzialmente virtuoso, tra la dimensione sociale e quella culturale di alcune imprese.

 

No Comments

Post A Comment