Stickers_ENG_RGB.indd

Appello di CAE per le elezioni europee 2019

26 Novembre 2018

Le elezioni europee del maggio 2019 si svolgeranno in un momento cruciale per l’Unione Europea. Dopo una dura recessione e il consolidamento fiscale, l’aumento delle disparità sociali ed economiche ha portato ad un crescente distacco dalla politica e ad atteggiamenti euroscettici. In questo contesto, la cultura non deve essere utilizzata per polarizzare il confronto, ma dovrebbe essere vista come una fonte di unità e una forza per la cooperazione e la comprensione reciproca.

Ora è il momento di andare avanti e affermare che la diversità europea ci rende più forti. Culture Action Europe fa appello a tutte le forze politiche per affrontare le questioni culturali in modo costruttivo e rispettoso all’interno delle elezioni europee, perché senza il riconoscimento esplicito della sua dimensione culturale, il futuro dell’Unione Europea come impresa comune è difficile da immaginare.

Culture Action Europe vede le elezioni europee del 2019 come una rivendicazione dei valori fondamentali dell’Europa e della democrazia in tempi in cui entrambi sono minacciati. Osserviamo crescenti pressioni sulla libertà di espressione artistica e culturale accanto a nuove sfide globali, tra cui la transizione digitale e il cambiamento climatico. Tutto ciò richiede politiche culturali ambiziose e mirate a livello europeo come parte fondamentale di un’Europa forte, che il settore culturale sosterrà e difenderà.

Ora è il momento critico per i partiti politici europei per confrontarsi con coloro che mettono in discussione i suoi principi fondamentali. In questo sforzo condiviso, Culture Action Europe sfida le voci euroscettiche e si allinea alle iniziative politiche che riconoscono il contributo della cultura all’Europa come forza necessaria per l’unità, l’uguaglianza e la cooperazione inclusiva.

Pertanto, Culture Action Europe fa appello a tutti i partecipanti alle elezioni europee, chiedendo loro di:

  1. Riconoscere il ruolo fondamentale della cultura per il progresso dell’Unione Europea nei loro programmi, compresa una chiara definizione dei loro orientamenti strategici per la politica culturale dell’UE;
  2. Impegnarsi a difendere i valori europei, in particolare la libertà di espressione artistica e culturale e i diritti culturali, difendere il dialogo contro l’odio e sostenere con orgoglio la diversità culturale come componente fondamentale delle società europee;
  3. Proporre candidati che abbiano consapevolezza del ruolo della cultura. I candidati devono essere in grado di valutare le azioni politiche da una prospettiva sfaccettata, comprese considerazioni sociali, economiche e culturali;
  4. Dedicare almeno l’1% del bilancio dell’UE alla cultura e raddoppiare l’allocazione finanziaria per la cultura nel programma Europa Creativa per garantirne un impatto significativo e una più vasta accessibilità.
  5. Riconoscere la creazione e le pratiche culturali come elementi fondanti del valore culturale, che ha conseguenze significative in termini di impatto sociale ed economico e di conseguenza necessita di investimenti pubblici iniziali;
  6. Riconoscere la ricerca e la sperimentazione artistica come elementi chiave per generare nuove conoscenze e pensiero critico, sviluppando nuovi approcci verso le emergenti sfide tecnologiche, ambientali e sociali e nella produzione della cultura contemporanea, comprese le culture digitali;
  7. Consentire un coordinamento a più livelli tra il settore culturale e gli attori pertinenti in altri settori, le istituzioni europee, gli Stati membri, nonché le autorità locali e regionali e le organizzazioni internazionali;
  8. Incoraggiare lo sviluppo di sistemi di welfare e pratiche di lavoro eque, favorevoli ai lavoratori precari, comuni nel settore culturale e sempre più nell’economia in generale;
  9. Dedicare risorse sufficienti alla mobilità dei lavoratori culturali e delle opere culturali per tutti i settori all’interno e all’esterno dell’Europa, dato l’indiscutibile valore aggiunto europeo che hanno e il contributo che offrono in termini di comprensione culturale condivisa, sviluppo del mercato, innovazione e pratiche culturali sostenibili;
  10. Facilitare una digitalizzazione equa ed etica della cultura e del patrimonio culturale, tenendo conto della diversità e dell’inclusività e promuovendo un paesaggio digitale in cui possano coesistere iniziative pubbliche, di comunità, profit e non profit.